d  jilo sele

“…e l’uomo frodò i vistani, o così credette, almeno. Li lasciò accampare sulla sua terra… disse senza pagare, ma poi chiamò le guardie affinché riscuotessero ‘ciò che gli era dovuto’. I vistani lo maledissero, per questo. Ai tempi, bimbo mio, Djilo non era la pianura che è oggi. C’erano frutti e fiori e campi coltivati. Beh, li coltivava quest’uomo per conto di qualche nobile di Morken.

Comunque, dicevo, i vistani lo maledissero, e la sua terra divenne un deserto, piante e fiori caddero e marcirono, e dal suolo uscirono rocce, si aprirono fenditure. I bimbi e la moglie di quest’uomo folle e sciocco erano fuori quando i vistani gettarono la loro maledizione, e vennero inghiottiti dalla terra.

L’uomo impazzì e cercò di estrarli dal suolo con la vanga prima, ma sotto un poco di terra c’era la roccia e la pala si spezzò. Poi provò a scavare con le mani.

Ormai pazzo, scavò e scavò. Le dita sanguinarono e si spezzarono. Continuò a scavare e scavare. Da quel giorno chiamiamo la pianura Djilo Sele, la Pianura del Pazzo e non ci cresce più niente. Solo i vistani ci si accampano, e nessuno ha più detto nulla a riguardo.

Si dice però che durante la notte un uomo vaghi ancora con le mani spezzate ed insanguinate. Scava e cerca sotto terra sua moglie ed i suoi due bambini. E di tanto in tanto risa gioiose paiono provenire da sotto terra, come se dei bambini… circa della tua età, piccolo, giocassero."

"…Ma è solo una storia, vero nonno?"

"Chi lo sa, piccolo mio? Ma non andare a Djilo Sele durante la notte. Il Pazzo potrebbe scambiarti per suo figlio…”

Da un racconto popolare di D’Kennan


a Nord dell’Ostello di Hala si estende un’ampia pianura desolata, quasi desertica. Ciuffi di erba fragile e secca ricoprono l’ampia brughiera di tanto in tanto frammista a rocce aguzze.

Camminare a Djilo è sempre un’esperienza strana, sconcertante.
Coloro che si sentono sicuri della mancanza di pericolo –cosa si potrebbe nascondere in quei luoghi così aperti?- è destinato a vita breve.

Sotto il terreno fibroso si nascondono creature strane, con pesanti carapaci. Io stesso ne ho incontrate diverse, e so che, di notte, creature mai vive si muovono sotto le stelle della volta, che pare immensa, a caccia di prede viventi.

Ci vuole diverso tempo, a piedi, per seguire il ben poco frequentato passaggio attraverso Djilo dall’ostello verso Vlakoth ed a persone non pratiche del luogo il sentiero stesso, invaso dalle stesse erbe apparentemente morte che invadono tutto il terreno.
E’ una pianura desolata, poco fertile, il fiume che rifornisce d’acqua i paraggi di D’Kennan, nascendo da Kalzum Kor, scorre probabilmente troppo in profondità per nutrire la terra assetata e sottile.

Storie raccontano di complessi sistemi di caverne rocciose che si estendono da Kalzum alla pianura priva di vita alle sue pendici.
Tutto ciò cambia radicalmente durante i brevi periodi in cui vi passano i Vistani, carovane che si fermano per una settimana prima di svanire. In quel breve lasso di tempo, carri e viaggiatori vengono da Morken, D’Kennan o anche Vlakoth  per comprare le mercanzie dei gitani, riempiendo di vita la parte della pianura occupata dai carri.

Gwain Bryenh