mistdale

“…Infiniti tesori, vi dico! Subito sotto Mistdale. Nella palude. C’è… non so cosa. Ma so che quando ci sono andato… era l’alba, capite? E nella nebbia ho visto… non so cosa… sotto la palude, come una città completamente sepolta.Fatta di… argento credo. Si, argento, luccicava. Ho visto tutto con precisione, le guglie, le case… i palazzi anche! E mi sono informato, sapete? C’era una valle un tempo lì sotto. Una _vera_ valle. Poi la Nebbia se la prese, sa il cielo perché. E divenne Mistdale, la valle delle Nebbie. Secondo me quelli che ci vivono lo sanno eccome che c’è, la sotto ed io intendo andare, è chiaro? Con o senza di voi!

Ultima discussione di Rhyss Dertonner, avventuriero, avvenuta alla Corona di Ferro prima di partire per le paludi di Mistdale.
Mai tornato.

Tra tutti i luoghi di Arshmork, le paludi di Mistdale sono probabilmente il più malsano e putrido. Sono andato solo quando ho dovuto scrivere per il mio padrone queste pagine. 
Camminando oltre la foresta di Munn, o passandoci attorno, si scorgono in lontananza dei paesaggi cupi e desolati, ed un odore di marcio scava le narici.
Su Mistdale, la palude, grava in continuazione una nebbia sottile e pervasiva che impedisce di vedere, che confonde i sentieri anche a qualcuno esperto nel camminare nei luoghi selvaggi.
Gli stivali affondano fino alla caviglia nel pantano vischioso, mosche e zanzare, con ogni clima, infestano la regione, succhiando sangue come minuscoli vampiri. Se non si conoscono i sentieri, è facile perdersi per sempre, i banchi di fango sono insidiosi, e mortali. Custodiscono, si dice, più ossa del cimitero sulla collina di Grave Hill. 

Storie antiche parlano di una strada che passa per la palude, anche se non ne ho trovato tracce né motivi per cui una carovana dovrebbe inoltrarsi per una palude, verso il nulla.
Forse i vistani ne sanno qualcosa, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di fare domande. 

Tra le paludi si annidano strane creature, esseri impossibili a notarsi altrove. Non ne ho avuto la certezza [è complesso seguire le tracce in un luogo così acquoso] ma occhi mi hanno seguito per tutto il mio breve soggiorno, nascosti, mimetizzati dal fango.
Non sono riuscito ad esplorare la palude come mi ero prefissato:gli insetti, la sensazione di essere osservato, ed un certo timore di perdermi nonostante la guida mi hanno dissuaso.
Qualunque segreto custodiscano le paludi, se mai ne hanno avuti, resterà almeno per me tale.


Gwain Bryenh