ork skog
"Stai commenttendo un errore triviale, ragazzo. Se avessi attraversato la foresta a Nord di qui prima all'alba e poi al tramonto, capiresti quel che intendo. Le cose alla luce della luna non sono le stesse che puoi vedere quando le illumina il sole."
Ad ovest di Vlakoth un sentiero si dirama nel bosco sotto le pendici di Kalzum Kor, e le montagne dai picchi crudi ed alti alla destra del viaggiatore, sbucando a tratti dagli alberi, rendono abbastanza opprimente il tragitto. Il sentiero, per quanto agevolmente percorribile a piedi o a cavallo, è composto da terra battuta tra due ali compatte di foresta, non adatto a carrozze o carri. Del resto, né carrozze né carri sono comuni a Vlakoth.
Ammetto che la prima volta che percorsi questo sentiero lo feci con l’arco in mano e la freccia incoccata. La strada è tutt’altro che ben tenuta, e la foresta opprime da ogni lato, facendo sussultare anche un uomo delle selve come me.
Nonostante le mie ricerche, non ho trovato informazioni sull’origine etimologica del nome Mork Skog. Non vi è da stupirsi, dato che l’antico arshmork era probabilmente molto diverso da quello attuale, imbastardito dopo i contatti con Mordent e gli altri regni del Legislatore, Hazlan e Nova Vaasa, negli ultimi secoli. Pare però abbastanza simile al dialetto di Vlakoth, ma più per assonanza che per altro. Somiglierebbe alle parole utilizzate per definire “Bosco Scuro”, ma potrebbe essere casuale.
Giunto a Mork Skog, restai a prudente distanza, osservando i rami umidi e verdi, l’oscurità che vi incombeva sotto. Si era tra l’estate e l’autunno, molto prima che io prendessi su di me il compito, più o meno volente, di scrivere questa piccola guida, e la foresta nera e verde, scricchiolante di umidità. Da quello che ho potuto notare nelle mie osservazioni, Mork Skog non è posto per coloro che non sono abituati a muoversi nei boschi, e bene, poiché il fitto sottobosco rende impossibile un movimento silenzioso ai non avvezzi, o anche un qualsiasi movimento. Persino i figli della Natura hanno difficoltà a muoversi in esso, anche a causa della pesante umidità che sempre incombe sotto le folte fronde, sia d’estate che d’inverno. Azzardo che ciò possa dipendere dalla non comune densità degli alberi, attraverso i quali un uomo corpulento avrebbe difficoltà a passare. I rami sono un metodo molto migliore di passaggio, e se uno ha qualche capacità come scalatore lo consiglio caldamente.
La foresta pare disabitata da creature intelligenti, e le mie caute esplorazioni non hanno trovato tracce evidenti di non-morti. Non garantisco però la mancanza di altri esseri quali abominazioni della natura, mannari, o altro, per quanto manchino leggende a riguardo. Tuttavia i rumori che udivo dietro ai miei passi ed il comportamento di Aenn mi ha lasciato il dubbio che forse una o più creature, se intelligenti, lo sono a sufficienza da nascondersi a me. Ne sono uscito vivo, in ogni caso, e sono stato felice di respirare aria pura, non pesantemente carica d’acqua come quella che si deve inalare a Mork Skog.
La foresta si estende dalle pendici di Kalzum Kor fino alle prossimità di Stille Traer la Maledetta. Dalla mappa che mi porto appresso durante i miei viaggi prettamente d’esplorazione, tracciando una grossolana linea da Morken verso il Nord si può all’incirca individuare dove finisce Mork Skog ed inizia Stille Traer.
Gwain Bryenh