"...Armi?
Chi ha bisogno di armi fatte di ferro o di legno?
Le cose che non hanno denti per dilaniare.
Le cose che non hanno artigli per lacerare.
Solo le prede hanno bisogno di Armi.”
unn
A circa sei chilometri a ovest di Morken la brughiera mantiene lo stesso aspetto desolato e disabitato, limpida col sole alto e nera e avvolta dalla nebbia bassa e bluastra dopo il tramonto, ma la zona è conosciuta comunemente con il nome di ‘Munn’.
Il perimetro della zona brulla e cosparsa di vegetazione irregolare, che qua e là si fa più rigogliosa con macchie estese di erica o piccoli boschi di betulle, si estende per circa altri otto chilometri. Il suo centro, ben visibile se ci si addentra fra le piante che vanno infittendosi, è un agglomerato di rovine che il tempo sembra avere già danneggiato in tempi antichi con un parziale crollo, e che oggi non paiono destinate ad essere più scalfite in nessun modo, adombrate da alcune querce antichissime.
La struttura principale ricorda anche a una occhiata distratta un tempio a pianta circolare, le cui grosse colonne poco raffinate sono affiancate da un lato da mura parzialmente crollate, della stessa pietra color antracite tagliata in precisi e quadrati grossi blocchi quadrati.
Nessuno, a memoria, ricorda realmente chi abbia eretto questa scura costruzione troppo distante dai centri abitati per servire loro da tempio, né in che epoca sia crollata.
Tre massi, ai piedi della cappella, ricordano ai rari viandanti che si avventurino fino a qui un altare rudimentale, e le voci di saltuari avvistamenti, sempre da lontano e da fonti poco rintracciabili, di figure e fuochi attorno alla costruzione nelle notti più fredde e ostili e di canti distorti dal vento hanno alimentato la storia popolare che si tratti di rovine, all’oggi ancora utilizzate da non meglio identificate entità, di un misterioso tempio alla famelicità del Dio Lupo.
La leggenda difetta di dati realistici per confermarla, ma allo stesso modo difetta di sufficienti notizie per smentirla.
Arshmork