P orto di Nightmoore ˜

Nonostante il nome, il porto dell'isola di Morkstone è soltanto un attracco per barche scavato dall'oceano nella scogliera affilata che abbraccia l'isola. L'estrema incuria della banchina quasi marcia, il prosperare di ratti, un silenzio innaturale e la vaga sensazione che il luogo stesso ti stia spiando sono una sintesi efficace di tutto cio' che si trova oltre la scura e sdentata bocca di pietra che segna l'ingresso alla città di Nightmoore.

Dinnanzi alle fetide sponde del porto, ancorata al largo, la Morella's Truth solleva il suo profilo gigantesco dalle torbide acque dello stretto che divide Morkstone dall'Isola Maggiore. Il gigantesco galeone dalle vele nere, sorvegliato ad ogni ora dalla temutissima ciurma del Capitano, è assieme il quartier generale e la dimora di Gorth, famigerato e temuto pirata che si è recentemente trasferito ad Arshmork per dare inizio a loschi affari nell'isoletta.

a Belladonna ˜

L'ingresso nella bettola è straniante. In un solo passo ti trovi avvolto dal fumo denso di fiaccole e tabacco e da un unico, indistinguibile brusio sporadicamente interrotto da qualche imprecazione urlata, forse l'inizio di una rissa. Dopo il silenzio assordante dei vicoli, ti occorre qualche minuto per orientarti in questo caotico assembramento di tavoli e figure rigorosamente incappucciate a dispetto del calore della cucina e dei corpi. Il soffitto della costruzione, così come la maggioranza delle panche piu' prossime ai muri irregolari, è avvolto nell'ombra. L'unico dettaglio che puoi notare chiaramente è che ben pochi clienti hanno boccali davanti, il che conferisce al luogo più l'aria di un ritrovo d'affari che quella di una taverna.
Nonostante il locale sia unicamente noto come 'Alla Belladonna', Dietro al bancone campeggia una vecchia insegna, annerita e seminascosta dai ceri e dalle bottiglie unte, su cui è ancora possibile leggere il nome 'Bloody Claw' dipinto in grandi lettere rosso sangue.

Oltre il massiccio bancone di legno, una donna di età e peso indefinibili, ma entrambi notevoli, sembra controllare l'intera sala. Si tratta di Inga, vero perno dell'Isola. Dalla scontrosità che si permette con gli avventori e dall'occhio di vetro che porta senza remore in un luogo che sembra tutto fuorchè sicuro, puoi solamente concludere che si tratti della proprietaria e che goda di unanime rispetto. Inga non si sognerebbe mai di abbandonare la propria postazione per servire un comune cliente, pertanto per ordinare non c'è che da recarsi di persona al bancone o attendere che uno dei robusti e truci inservienti che l'aiutano in qualità di buttafuori e camerieri si avvicini al vostro tavolo. Il più assiduo di loro è certamente Morpho.

Vicino alla porta del retro, sempre chiusa e inaccessibile per i comuni avventori (a patto che, beninteso, non desiderino discuterne con una montagna di muscoli come Morpho o peggio con Inga stessa), sta un tavolo riservato a Goran. Il mezzovistano e i suoi ospiti sono i soli che abbiano diritto di occuparlo, ed è normalmente la meta obbligata per chi sia in cerca di informazioni sull'isola.

B azaar ˜

Una stretta arcata di pietra, distesa fra le due fatiscenti e allungate sagome dei palazzi che delimitano l'angusto vicolo cieco, guida al piccolo spiazzo su cui si affaccia questa bottega. Una volta entrati il posto si rivela decisamente piacevole, poco illuminato e odoroso di profumo. I piccoli e affollati scaffali, custoditi in eccellente stato di pulizia a dispetto del grave disordine dell’esposizione, sembrano contenere un po’ di tutto: stoffe, giocattoli, monili e belletti, ma anche arnesi da fabbro, polveri e pozioni e altri oggetti di dubbia utilità.
Dalla posizione periferica e dalla facciata poco appariscente si può dedurre che il bazaar di Nightmoore conta su clienti bene informati e già consapevoli della sua esistenza più che sui passanti occasionali. Coerentemente, nulla di esteriore – neppure un’insegna - distingue l’ingresso dai portoni delle case circostanti, a parte il fatto che molto difficilmente un cliente di altezza superiore alla media potrà attraversarlo senza piegare (o sbattere) la testa: l’uscio infatti, come l’intero negozio, sembra modellato sulle dimensioni dell'attuale proprietaria, Hlinberga, una nana che ha recentemente acquistato il locale abbandonando precedenti attività su cui circolano voi assai poco lusinghiere.

Arshmork