averna dell'Arpa Rossa
Per un vlakothiano di passaggio sulla strada principale del villaggio, osservare oggi l'Arpa Rossa significa semplicemente il posto dove prendere la miglior birra della zona. Eppure non molto tempo fa, ricordo che osservavano con una certa diffidenza la "singolare" costruzione a due livelli, costruita a dispetto delle tradizioni del villaggio. Ma questo tocco di originalità, voluta da mio padre Coll, è, a tutti gli effetti, l'unica concessione ad una locanda che ha uno stile rude e spartano che riflette il modo di vivere dei vlakothaini.

Per chi non fosse mai giunto fin qui, la locanda si riconosce dal tetto che si prolunga sulla strada quasi a formare un portico, dato che è sorretto da alcune travi di legno; inoltre accanto all'ingresso è presente l'essenziale insegna col nome che campeggia su di un arpa rossa ormai sbiadita.
L'interno è semplice e spoglio: tavoli e sedie, un camino sul lato delle sala, delle scale che portano al piano di sopra, dove sono presenti solo 3 stanze a disposizione dei clienti, e infine un bancone. L'atmosfera che si vive all'interno è tipica di un luogo di ritrovo; i clienti, abbastanza numerosi in serata, sono spesso chiassosi, ma difficilmente interagiscono con gli stranieri, i quali, però, farebbero bene a non cercare guai dato che i vlakothiani sono pronti difendersi a vicenda e anche a venire in soccorso di mia madre Norah, la locandiera. Con gli occhi vigili che scrutano dal bancone, lei è, di fatto, la classica abitante di Vlakoth di mezza età: capelli e carnagione chiara, modi rudi e diretti smussati dalla necessità di accontentare i suoi clienti. Da lei non aspettatevi nè sgarbi, nè cortesie. Il nome alla locanda è stato scelto in onore dello strumento preferito da mio padre, che, nativo del Core, non ha nulla di vlakothiano e che, lasciate le avventure di un tempo, oggi si dedica alla cucina. "
Kilwas